Twin Peaks, quando una serie diventa cult e fa la storia

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E stasera cominciamo in grande stile, parlando proprio di una di quelle serie tv che hanno segnato la mia vita: Twin Peaks.

In Twin Peaks c’è praticamente un mondo a parte creato da un regista che si apprestava a raggiungere il grande successo con la definitiva consacrazione. David Lynch quell’anno vinse persino la palma d’oro a Cannes per il suo nuovo film Cuore Selvaggio interpretato da Laura DernNicolas Cage. Con Twin Peaks ci troviamo di fronte a una operazione che ha colpito nel profondo un intera generazione di spettatori, compresa la sottoscritta, che si scervellavano chiedendosi grazie al tormentone chi ha ucciso Laura Palmer.

Ed è proprio Laura Palmer, protagonista grande assente di questa serie tv che fa a pezzi il sogno americano con il consueto humor nero Lynchano che vede il lato oscuro delle piccole cittadine, con i giardini in ordine, e le case belle, con il prato verde, è lì che da sempre Lynch vede un orrore e questa cosa è presente in tutta la sua filmografia, o almeno nella prima parte della  sua filmografia, ogni cosa buona per lui nasconde un lato oscuro, e così ci troviamo coinvolti in questo grande mistero, entriamo tutti quanti dentro quell’incubo che nonostante siano trascorsi ben 22 anni ormai quasi 23, fa ancora parlare di se.

Twin Peaks è ormai considerato un capolavoro, per diversi motivi, innanzitutto è un prodotto innovativo che si avvicina molto al cinema, e poi  ci sono tante serie tv che devono molto a Twin Peaks, a cominciare da X-Files, fino al recente Lost, di cui parlerò a tempo debito.

A me ha cambiato la vita, dopo Twin Peaks niente è stato più lo stesso, diciamo che ho cominciato a guardare il mondo in maniera differente rispetto a come lo guardavo prima, e cominciai seriamente ad appassionarmi al cinema, poi vidi l’intera filmografia di David Lynch e lo amai immediatamente, ora sono un autorità in materia Lynch, non c’è un aspetto della sua carriera a me sconosciuto, dopo tutte le ricerche sul suo cinema che ho fatto volendo potrei scrivere pure un libro, e forse un giorno lo farò.

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La narrazione in twin peaks è labirintica, ma ciò che cattura di questa serie tv, oltre la psicologia dei personaggi è anche il modo assolutamente intelligente in cui David Lynch ha creato questo serial.

Ogni personaggio è indissolubilmente legato a un altro, e ogniuno di loro ha una doppia vita e parecchi segreti da nascondere, segreti che un detective come Dale Cooper cercherà di svelare man mano che la trama va avanti, ognuno di loro ha degli scheletri nell’armadio, e sono tutti quanti, persino l’integgerrimo agente dell’FBI nasconde qualcosa, che verrà svelato man mano che la trama va avanti.

Se non l’avete visto vi consiglio di farlo il più presto possibile e non perdetevi la bellissima colonna sonora di Angelo Badalamenti, che mischia pezzi orchestrali e canzoni cantate da Julee Cruise.

Ma chi ha ucciso Laura Palmer? Lo volete sapere vero? Vi piacerebbe che Twin Peaks abbia un seguito? Sarebbe troppo bello lo sapete perchè? Perchè infondo piacerebbe anche a me, anche se ormai credo che Lynch con il suo ritirarsi abbia messo fine a questo bellissimo sogno/incubo sconvolgente che bene o male a chi è stato ragazzino negli anni ci è cresciuto e gli ha cambiato la vita, niente è stato più lo stesso per me.

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Ogni tanto cammino ancora in quei boschi e mi perdo nel labirinto di misteri che Lynch insieme a Mark Frost hanno messo in scena per creare questa opera magnifica, surreale, inquietante che ha cambiato la grammatica della televisione.

Il fascino di una serie come Twin Peaks resta immutato ancora oggi, è facile restare ipnotizzato dalle storie dei personaggi e dai loro doppi, o alter ego o come vogliate chiamarli non importa, l’importante è passeggiare tra quei boschi sorseggiando una tazza di caffè, tenendo sempre presente che i gufi non sono quello che sembrano.